Cartoni, che passione!


di Giulietta

 

“Atlas Ufo Robot” ( Goldrake ) anno 1975

Goldrake è il secondo o forse primo cartone giapponese apparso in Italia insieme ad Heidi

 

TRAMA

Un popolo di alieni (il popolo di Vega) è deciso ad invadere la Terra, ma si dovrà confrontare con Goldrake, robot pilotato da Actarus, che in realtà è anch’esso un extra terrestre proveniente dalla stella Fleed, pianeta precedentemente invaso e distrutto proprio dagli invasori di Vega.

  

Da qui il desiderio di Actarus di difendere la terra, sua seconda patria, combattendo con un robot guerriero che proviene dal suo stesso pianeta e col quale era fuggito sulla terra.

Actarus diviene il figlio adottivo del Dottor Procton, vive come un qualsiasi terrestre celando la sua identità segreta che viene svelata solo nella seconda parte del cartone, lavora nel proprio rench intrecciando rapporti con gli altri protagonisti  della serie, tra cui Venusia, (palesemente innamorata di lui), Mizar (fratello di Venusia), Righel (padre di Venusia e Mizar) e Alcor, suo migliore amico.

 

 

CURIOSITÁ n. 1

Per chi avesse pensato fra sè e sè come mai i personaggi delle serie giapponesi si somigliano tutti notando che Alcor di Goldrake è pressoché identico a Rio Cabuto pilota di Mazinga Z, deve sapere che in realtà i due sono la stessa persona.

La confusione nasce dal fatto che
la giusta sequenza e messa in onda dei citati cartoni è:

 

Mazinga Z                Il grande Mazinga             Goldrake

 

Queste tre serie sono parte di una trilogia creata da Go Nagai, inventore del genere “robotico”. Dunque Alcor altri non è che:

Rio Cabuto           de “Mazinga Z, nel ruolo di protagonista.

Koji Cabuto         de “ll Grande mazinga, nel quale fa una breve apparizione.

Nelle versioni giapponesi il suo nome è sempre Koji Cabuto.

In Italia, non avendo rispettato la giusta sequenza di messa in onda, non si è potuto precisare che si trattava dello stesso personaggio per non creare confusione.

 

CURIOSITÁ n. 2

La serie di Goldrake fu acquistata e messa in onda per la prima volta dalla rai, ma non fu trattata come prodotto rivolto esclusivamente ai bambini ma piuttosto alla stessa stregua di serie come Star Trek e simili che in quel periodo avevano molto successo, e le tre sigle, per altro molto belle, furono eseguite dall’orchestra della rai.

 

CURIOSITÁ n. 3

Stesso accurato trattamento fu riservato al doppiaggio. La voce di Actarus per esempio è di Romano Malaspina.

Probabilmente il successo della serie e del suo personaggio è dovuto anche alla sua voce (chi altri avrebbe potuto gridare ”Goldrake” in modo altrettanto affascinante): si dice infatti che le ragazzine innamorate di Actarus, reperito numero di telefono di Romano Malaspina dall’elenco, lo chiamassero per poter sentire la sua voce.

 

CURIOSITÁ n. 4

Go Nagai, creatore di Manzinga e Goldrake ( …ma non solo, .. Jeeg ed altri), è considerato l’inventore del genere robotico. Lui stesso racconta che l’idea gli venne un giorno in cui si trovava in coda in automobile e sconsolato dall’attesa pensò che sarebbe stato bello se all’auto fossero spuntate delle gambe con cui poter sorpassare  la coda!

 

CURIOSITÁ n. 5

Forse non tutti sanno che Goldrake è il nome con cui la serie si identifica in italia, in reltà nella versione giapponese sia la serie che i personaggi hanno nomi diversi:

Goldrake è Grendizer, robot composto da una lega aliena, il gren appunto.

Actarus è   Daisuke (identità terrestre) e Duke Fleed, (vero nome)

Alcor è     Koji Cabuto

Venusia è   Hicaru

 

CURIOSITÁ n. 6

Ultima curiosità.

In Italia la serie Goldrake è andata in onda priva di 2 episodi.

Chi l’ha seguita con attenzione o ha potuto vedere l’ultima messa in onda, che risale a più di cinque anni fa, sa che Actarus in seguito alla fuga dal pianeta Fleed ormai distrutto, riporta una ferita al braccio che in qualche occasione ancora duole perché è come un cancro che lentamente lo uccide.

Di questo si parla nella puntata n°15 (circa) e nell’ultima.

Al termine della versione nostrana si vede Actarus che dopo aver sconfitto Vega torna al suo pianeta dove si ipotizza una ripresa della vita, mentre nell’episodio finale che noi non abbiamo visto si capisce chiaramente che egli torna al suo pianeta dove morirà a causa della sua ferita.

 

 

COMMENTO

A mio avviso questa resta una delle serie più mitiche. Uno dei motivi è certamente perché è legata all’infanzia di chi è alla soglia dei 30 anni, (o poco più); un altro motivo è che era bella veramente e qualche adulto dell’epoca, che l’ha seguita, (pochi ma buoni intenditori!) lo può confermare.

I maschietti lo seguivano per gli avvincenti combattimenti, le femminucce (come me) per l’affascinante protagonista! Chi non ricorda la ricorrente immagine di Actarus assorto e solitario ammirare il paesaggio o suonare musiche malinconiche con la sua chitarra?!

 

Per concludere posso dire una cosa per rispondere a tutti i negativi e superficiali commenti che ho sempre ascoltato (di chi di un cartone giapponese non ha  probabilmente seguito neanche una puntata per intero!).

Chi da bambino ha passato ore ed ore davanti alle proprie serie preferite, ha probabilmente subito un condizionamento, ma positivo.

Io personalmente credo che molti dei buoni valori che mi porto dietro, vengano proprio dai cartoni animati (giapponesi!), dove il buono non vince sempre solo perché è buono, ma spesso muore per i suoi ideali e per altruismo.

 

FORZA ACTARUS!

                                                                                                                 Giulia

 


Se vi interessa il genere robotico vi consiglio questo sito di recente costruzione:

 

 Anime d'acciaio